brunetta è un dipendente pubblico
i dipendenti pubblici sono dei cretini
brunetta è un cretino
-fare sillogismi citando è più facile
Stavo tornando a casa dalla corsa e sto leggendo L’idiota in politica. Una pessima accoppiata, se si vive on the nord.
Nelle prime pagine, Lynda Dematteo spiega cos’è l’idiota, e quale significato si debba attribuire alla parola nelle successive pagine:
Idiota, in senso etimologico, significa “uomo del luogo” ed è un termine la cui radice greca vuol dire “particolare”. Per gli antichi greci idiota era colui che non aveva accesso alla dimensione universale, quello che viveva ancora nella caverna, o meglio, nella sua caverna. […] Idiota è dunque il soggetto votato alla più irriducibile autoctonia e al ripiego identitario. Quando un simile soggetto valica i confini del proprio universo culturale, si comporta spesso in modo improprio e grottesco. Preso singolarmente o all’interno della cerchia più o meno ampia dei familiari, nessuno è idiota; i problemi cominciano fuori.
Ecco, dicevo. Stavo tornando a casa e da una finestra ho sentito gridare due persone, uomini, che mi sono immaginato seduti assieme a tavola:
- E’ grazie a Bossi che il nano è ancora lì!
- Senti, va bene tutto. Il nano, non il nano. Ma quanti milanesi ci sono a Milano?
E ancora:
- Dimmi, quanti mi-la-ne-si ci so-no a Mi-la-no?!
Stanco della corsa, mi chiedevo quale fosse il senso della domanda. Ma non ho fatto in tempo a trovare risposte, perché davanti a me si è materializzato all’improvviso un tizio in giacca, cravatta verde e maschera da Arlecchino: l’idiota. Le parole escono dal proprio contesto, dalla sala da pranzo, arrivano per strada, e il caso vuole che di lì stia passando qualcuno che a Milano ci ha passato buona parte degli ultimi anni. Che, in fondo, un po’ milanese si sente anche, e che pensa che la città, la metropoli, Milano! sia di chi la vive e di chi sceglie di viverci. E che quella sia proprio una domanda da idiota.
~fonte stefanocatone.wordpress.com
“Questo referendum è una truffa, è inutile, andate al mare.”
Bettino Craxi, giugno 1991, sul referendum che segnò la sua fine.
“Questo referendum è una truffa, è inutile, io vado al mare.”
Silvio Berlusconi, giugno 2011, sul referendum che segna la sua fine.
fonte: nonleggerlo.blogspot.com
Che immagini
Tu che trasformi la realtà in sogno
Esprimi il desiderio di esserci
Di resistere
Tu che hai voglia di dare
Vedi un universo senza argini e confini
Un mondo che crede nel progresso
Tu che ami
Tu, che semplicemente sei
in una pletora
di -cioè tipo che-
“A parte il fatto che non si capisce cosa ci sia di liberale in una riforma in cui la priorità delle indagini la deciderà il governo, non è ben chiaro dove siano i fautori di questa riforma che “non si contano”. Forse tra i politici se ne potrebbero trovare molti; più difficile tra i magistrati e tra coloro che di giustizia ci capiscono qualcosa. Ma è sentire nominare Giovanni Falcone da Ferrara che mi fa fare il salto di qualità dalle vertigini ai conati di vomito. Vi immaginate i solerti lettori del Giornale? “Cavolo, lo dice Falcone, deve essere per forza una cosa buona e giusta”. E’ vero, Falcone ha parlato di questa cosa, ma in termini un pelino diversi da quelli che si intendono oggi e da quelli che intende Ferrara (il quale si guarda bene dal dirlo nei termini giusti ai lettori). Come stanno le cose, allora? Lo spiegò molto bene a suo tempo Giancarlo Caselli, in risposta a Berlusconi (un altro che il nome di Falcone non dovrebbe neppure sussurrarlo). Vi riporto qui di seguito alcuni stralci dell’articolo di Caselli, la versione integrale è qui (http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2008/08/23/news/lasciate-stare-giovanni-falcone-1.6011). “Far parlare i morti è operazione scorretta e nessuno può dire quale sarebbe oggi il pensiero di Falcone. Tanto più se si usa una formula (”separazione dell’ordine degli avvocati dell’accusa dall’ordine dei magistrati”) che Falcone non ha mai usato. Ma il merito della questione riguarda la separazione delle carriere. Effettivamente alcuni scritti di Falcone sul finire degli anni Ottanta sembrano ad essa decisamente favorevoli. Ma sono scritti che vanno ”storicizzati”. […] Ma far parlare i morti - ripeto - è scorretto. Limitiamoci allora a rilevare che Falcone scriveva ben prima che la storia del nostro Paese subisse una radicale curvatura. Prima che Tangentopoli svelasse una corruzione sistemica. Prima che Mafiopoli (grazie anche al radicale mutamento di clima che proprio le stragi del `92 favorirono) provasse anche a livello giudiziario collusioni fra mafia e politica di gravità inaudita. Prima che si scatenasse contro i magistrati onesti aggressioni senza tregua. Prima delle ricorrenti campagne volte ad ottenere (in un Paese dove il sistema giudiziario è sfasciato) non più, ma meno giustizia, tutte le volte che il controllo di legalità voglia occuparsi anche di certi interessi. […] …separazione delle carriere inevitabilmente significa che la politica, in modo o nell’altro, può dare ordini, direttive o indicazioni ai pm. In altri Paesi, di democrazia consolidata, ciò avviene senza drammi. Perché la politica rispetta la giurisdizione e sa bonificare se stessa quando necessario. Ma da noi la situazione è diversa: corruzione, collusioni, mala-sanità, mala-amministrazione e via elencando ci affliggono ancora pesantemente, mentre si è trasversalmente diffusa la tendenza di certa politica ad autoassolversi pregiudizialmente, accusando di complotto o politicizzazione la magistratura ogni volta che - facendo il suo dovere - debba occuparsi di politici o amministratori pubblici.” Giuliano Ferrara, forse potrai prendere per i fondelli i lettori del Giornale (ormai ci avranno fatto il callo), ma non certo chi non ha il prosciutto davanti agli occhi. E lascia stare Falcone, per piacere.”—
Il blog di Andrea Sacchini: Ferrara, per piacere, lascia stare Falcone
Perché stiamo dando tutta questa importanza ad una serva nullità come Giuliano Ferrara.
Erano tutti comunisti, ricordiamolo.
Iraq L’ASSASSINIO DEL MARITO

Palestina DISTRUZIONE DELLA CASA

Afghanistan BOMBARDAMENTI NATO

STERMINATA LA FAMIGLIA, CACCIATE DALLA PROPRIA TERRA

Belgio TENTATIVO DI SUICIDIO IN PROTESTA CONTRO IL RAZZISMO

Italia CACCIA ALLE ROM

Mexico (chiapas) LA LOTTA CHE CONTINUA

In molta Africa FAME

ovunque in USA
FAMA

Bangladesh SFIGURATE CON L’ACIDO

Ducato di Savoia SFIGURATE COL BISTURI

Israele MISSILI DESTINATI AI CIVILI DA AUTOGRAFARE

Gaza e Libano MISSILI AUTOGRAFATI RICEVUTI

Cecenia CAMPI PROFUGHI

Ancora PALESTINA QUOTIDIANA TRAGEDIA

Ancora Italia UNA “NOMINATION” AD UN REALITY

Ancora USA

Vik da Gaza city guerrillaradio.iobloggo.com
Gheddafi spiega che il termine “democrazia” non deriva dal greco “δῆμος (démos)” = popolo e “κράτος (cràtos)” = potere, bensì dall’arabo “deemo” (=stare), e “karasee” (=sedia), piu’ precisamente trono, in riferimento al potere illimitato dei sovrani.
ora capisco tante cose
più italic di così
(Source: coisas-do-ze)
15 notes
28 July 2011
h7:29
