Mentre il moralismo morbosamente pornofilo (ogni moralismo lo è, ma questa volta si è raggiunto l’apice) di milioni di italiani è titillato dalle vicende di questi giorni bassi, mentre sulla carcassa ancora potente di questo tiranno fascista e zombie sempre più consumato e pilotato vengono coltivati come funghi e muffe furori giustizialisti e pruderie conformiste, nelle regioni tradizionalmente più operose i nazisti si portano avanti con il lavoro, iniziano a sondare il terreno, prendono posizione, già sferrano attacchi vittoriosi e indisturbati.
Mentre tutti ridono, indicano, giudicano, si prepara lo schema del potere prossimo venturo, i suoi nuovi abiti. Mentre l’imperatore muore sempre più nudo e lercio, mentre i suoi orrori e le sue disumanità trasudano dalle sue televisioni esalando miasmi insopportabili, piccoli stercorari industriosi stanno là pronti a fare dello sdegno popolare, del bisogno di morale, di ordine, di regole, di legge, materiale di costruzione per il regime nuovo.
I migliori tra gli scarafaggi stanno inventariando tutto ciò che trovano nella tana del berlusconismo per capire di cosa liberarsi al più presto (in parte di nascosto e in parte sulla gran piazza) e cosa invece va salvato dal repulisti, cosa massimamente tornerà utile domattina. Su tutto saranno indispensabili: il disprezzo della cultura, l’esaltazione del “popolo”, la semplificazione più becera, l’odio verso lo spirito critico, la demonizzazione del dissenso.
La “libertà”, dopo essere stata violentata a dovere, sarà gettata in una fossa comune. In pochi la rimpiangeranno. Molti anzi saranno felici di raderle i capelli per essersi concessa al nemico. Domattina avremo ordine, leggi ferree, pulizia dei costumi e più nessuna rappresentazione fasulla della “libertà” rischiarerà le nostre celle. Non ci sarà più chiesto di sognare di essere onnipotenti, di essere come il Capo; per il resto continueremo la nostra vita da schiavi di prima, peggio di prima.
- Chi si compiace della fine di questa dittatura non sia complice inconsapevole della prossima.
- Ma ancora non è finita, tante volte è già risorta dalle sue ceneri!
- E’ vero! Allora lo dico meglio: chi lavora per darle il colpo di grazia, faccia attenzione da chi si fa prestare il coltello.
21 January 2011
h2:36